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Quando gli animali ci offrono il dono del silenzio



“Il silenzio non è l’assenza di parole, ma una creazione interiore.” - Torralba

Il silenzio è un’arte vitale.

Vitale in quanto essenziale, che richiama alla vita la nostra essenza.

Il silenzio ha una grammatica di respiri, di pause, di contemplazione, di gesti, di movimenti, di vuoti che sono parte del patrimonio bio-psico-genetico che permette alla vita di perpetuarsi e rigenerarsi. Ha a che fare un po’ con l’inverno della natura come metafora della trasformazione sottile dentro di noi. Come una tabula rasa. Ha luogo più nel buio che nella luce. E’ una caverna. Una valle di eco per la mente. Ha uno spessore. Un’intensità.


Quante volte riusciamo a fare silenzio? La mente vocifera, il mondo esterno pure. Quante volte possiamo dire davvero che ci sia silenzio dentro di noi? Quante volte lo vogliamo davvero? Lo ricerchiamo? Che senso ha nella nostra società?

Cerco questo senso e significato nel mondo animale; quello delle nostre case e quello del selvatico.


In quei silenzi del mio cane anziano che riposa al mio fianco, nei suoi sguardi, nei suoi respiri, sento la calma che ha il potere di contenere i miei pensieri e renderli sottili fino quasi a farli scomparire.

Nel suo silenzio immergo le voci del mio cuore, tante, colorate, stridule e gioiose e ritrovo un punto di partenza verso un viaggio nel cuore più profondo e intimo con la vita e con me stessa.


Il silenzio del mio animale illumina i miei bui, evoca bellezza e commozione e ammorbidisce i miei spigoli umani.

Io al posto suo direi un sacco di cose pensando di raggiungere l’altro con la forza del fiato parlante.


In realtà so anche, ne sono consapevole, ne faccio esperienza ogni giorno, che lui mi sente, mi comprende perché nel suo essere animale c’è molto silenzio. E questo suo essere silente, attento, senza pregiudizi nella mente che scorrono mentre mi incontra, permette una vera intimità fatta di anime che si compenetrano.


E’ un nobile silenzio quello degli animali direbbe Thich Nhat Hahn.


Quel silenzio che evoca compassione e comprensione, che accoglie l’altro, che è generatore di gioia, di concentrata attenzione alla vita, di serenità e compostezza.

A volte anche se l’altra persona sta in silenzio, possiamo comunque vedere i suoi pensieri e la sua critica nei nostri confronti o la sua partecipazione autentica al nostro dialogo.


Non basta essere senza parole per fare silenzio. E’ svuotarsi del pensiero cosi come lo viviamo automaticamente, uscire dal vortice emotivo e dei pensieri e guidare l’attenzione a ciò che è importante per noi con serenità, compassione e accoglienza.

Io ci riesco a volte. Solo a volte. Il mio animale sempre. Nella sua evoluzione è arrivato a portare in dono il silenzio nella mia vita. E io umilmente imparo.


Anche oggi, in questo momento in cui dentro di me si manifestano voci, grida, pensieri, posizioni ritornare al suo silenzio di cane mi aiuta ad essere capace di portare una frequenza migliore nel mondo, nel mio piccolo mondo e a goccia in quello di chi incontro.


Il nobile silenzio, dice Thich Nhat Hahn, è in grado di sanare.


Gli animali ascoltano i passi, annusano l’aria, mi guardano mentre mi muovo nella stanza, riposano, scelgono dove sdraiarsi, sono composti e rilassati di fronte alle mie reazioni e moti interiori, ascoltano risonanze e dissonanze e le seguono grazie alla voce del silenzio.

E’ come se mi insegnassero che il silenzio è fatto di scelte; su cosa concentrarsi, e quindi su cosa essere.


Possiamo scegliere di ascoltare con tutto noi stessi il suono della pioggia o del vento e dentro di noi nel silenzio siamo un eco della pioggia e del vento. Possiamo annusare l’aria e siamo quell’onda profumata.

Possiamo ascoltare un rumore di passi ed essere la gioia del ritorno del nostro umano o la paura di un cervo all’arrivo dei cani.


Il silenzio diventa quindi uno spazio creativo che ha il potere di guarire ed ispirare; sensazioni, sentimenti, immagini, pensieri e desideri.

Comprendiamo che il silenzio giunge dal cuore e non dalla mancanza di conversazione. E che esistono silenzi che guariscono e silenzi che opprimono. In questo privilegio di convivere con il mondo animale ne vedo, ne scorgo, ne faccio esperienza della netta differenza tra questi due modi di praticare il silenzio.


Nel silenzio che sana, quello degli animali, quando lo pratichiamo, ci immergiamo in un vuoto creativo dove attingiamo a pensieri, immagini, sensazioni, emozioni che toccano la vita, perché nascono dalla sua sorgente al di là del rumore fuori e dentro di noi. E se toccano la vita, toccano la nostra e quella del mondo che ci circonda attraverso le corde del sentire che aprono alla vera conoscenza, al dialogo, all’ amorevolezza, alla nostra verità.


Essere nel silenzio è essere liberi di essere semplicemente.

Pratichiamo il silenzio come forma di libertà.


Di Tatiana Vecchiato

Tuning in with Nature

Holistic Healing Arts for Self Discovery

Arti per il Benessere in Armonia con la Natura

“Proteggi la tua mente dal rumore per poter udire il magnifico suono della vita.”

- Thich Nhat Hahn

Bibliografia:

L’arte di Ascoltare, Torralba,

Il dono del silenzio, Thich Nhat Hahn, Garzanti

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