La Spensieratezza della Libertà
- Impronte con l'Anima

- 1 giorno fa
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C’è un momento, nelle giornate di giugno, in cui l’Upupa apre la sua cresta colorata mentre affonda il suo lungo becco nel terreno cercando cibo e poi riparte con un volo tanto strano da sembrare una gigantesca farfalla.
E’ proprio in questi istanti che tutto intorno a me sembra rallentare pur senza fermarsi e, quasi senza accorgermene, cambia il mio modo di stare nel mondo, smetto di avere fretta mentre osservo la Natura.
In giugno la luce si fa più morbida, più generosa. Non resta sullo sfondo, entra nelle case, nei pensieri e mi accompagna fino a sera, come se volesse spronarmi a godere di quel tempo guadagnato, di quello spazio nuovo, di quel respiro leggero, a vivere insomma con tutti e cinque i sensi.
Se osservi il tuo animale, proprio adesso, ti accorgi che non sta facendo nulla di speciale. Non sta giocando, non sta cercando cibo, non sta reagendo a qualcosa, sta semplicemente lì immerso nella sua spensieratezza.
È dentro questo tempo, più ampio del solito, che si affaccia in noi qualcosa che spesso dimentichiamo: la leggerezza, la spensieratezza della vita.
Leggerezza non è superficialità, ma qualcosa di diverso, più profondo, che nasce quando smettiamo di trattenere il fiato e iniziamo, anche solo un poco, a lasciar andare i nostri pensieri.
Con l’arrivo dell’estate, il movimento animale cambia. I corpi e la loro forza di reazione si adattano alla stagione, le energie si distribuiscono diversamente, i ritmi si allungano, i momenti di attività e di quiete ritrovano un nuovo equilibrio.
Un cane, nelle ore più calde, rallenta. Cerca un posto comodo e si stende, si stira, osserva con gli occhi chiusi la meraviglia che lo circonda. Lui non vive questa pausa come una rinuncia a fare qualcosa, come una perdita di tempo ma come parte del suo stare al mondo.
Anche il gatto sceglie il punto più fresco della casa e si abbandona al sonno con fiducia totale, nessuna urgenza, nessun senso di colpa per questa sua apparente inattività.
Un animale selvatico, invece, si muove nelle prime ore del mattino o al calare della sera, seguendo un ritmo che non forza mai la realtà, ma la ascolta.
In tutto questo c’è una forma di libertà che spesso ci sfugge, la libertà non è fare ciò che si vuole, quando si vuole ma è essere in sintonia con ciò che ci accade.
La libertà luminosa di giugno ha proprio questa qualità. Non è eccesso, non è fuga, non è disordine ma uno spazio che si apre quando smettiamo di opporci al flusso delle cose e ci lasciamo trasportare dal mondo.
Per noi umani la parola “libertà” è spesso carica di aspettative. La immaginiamo come qualcosa da conquistare, difendere, dimostrare, qualcosa per cui lottare e talvolta la trasformiamo in un’idea rigida, un obiettivo da raggiungere a qualsiasi costo e così, paradossalmente, rischiamo di appesantirla.
Gli animali selvatici non si pongono questo problema. Non cercano di essere liberi, semplicemente lo sono, nel momento in cui riescono a vivere pienamente dentro il loro mondo emozionale.
Un cane che corre in un prato non sta esibendoci la sua libertà, sta esprimendo un’energia vitale che in quel momento trova lo spazio per manifestarsi.
Un cavallo che si muove nel suo branco segue dinamiche precise, relazioni, equilibri. Non è “libero” nel senso umano del termine, eppure il suo movimento è autentico, pieno, coerente.
Nelle relazioni con gli animali domestici può nascere un fraintendimento di termini: pensiamo che lasciarli liberi significhi eliminare regole, confini, limiti.
In realtà, ciò che rende un animale libero non è l’assenza di una struttura di regole da rispettare, ma la qualità della relazione che riesce a costruire con noi e con i suoi simili.
Un cane non è libero perché può fare tutto, è libero quando può esprimersi, quando sa orientarsi, quando comprende il contesto in cui vive, quando si sente accompagnato, quando noi rappresentiamo per lui una base sicura e lo rispettiamo come un individuo unico e irripetibile.
La libertà non è confusione ma fiducia e questo vale anche per noi.
Quante volte riempiamo le giornate d’impegni, pensieri, programmi, senza lasciare spazio a ciò che semplicemente accade. Quante volte confondiamo il movimento continuo con il sentirci vivi.
La vita non è solo ciò che costruiamo, è anche ciò che lasciamo accadere.
Giugno ci invita proprio a questo piccolo spostamento: fidarci un po’ di più di noi e di loro, controllare un po’ meno gli eventi e le notifiche del cellulare, stare dentro le giornate senza doverle riempire completamente lasciandoci persino la libertà della noia.
Non è sempre facile, siamo abituati a fare, a organizzare, a prevedere. Proprio per questo, ogni piccolo spazio di leggerezza diventa prezioso.
Lo si sente quando si cammina in un bosco. Il passo cambia, si fa più ampio, senza sforzo. Lo sguardo si allarga, il cervello smette di cercare continuamente qualcosa da fare e inizia a raccogliere ciò che c’è: la pace dei luoghi, il profumo del bosco estivo, i colori dei fiori nascosti, i canti e i richiami di chi lo abita.
Nel rapporto con gli animali questa dinamica è molto evidente. Quando entriamo in relazione con loro portando troppa tensione, troppo controllo, troppe aspettative, qualcosa s’irrigidisce. Quando invece riusciamo a stare un passo più indietro, presenti ma non invadenti, il movimento cambia.
Un cane, un gatto, percepiscono immediatamente questa differenza, si rilassano, si aprono, si rendono disponibili alla relazione e alla sua forza benefica. Non perché “abbiamo fatto qualcosa”, ma perché abbiamo smesso di fare troppo.
La spensieratezza nasce proprio da qui. Non come assenza di pensieri, ma come capacità di dare loro il giusto peso. È la possibilità di non essere costantemente agganciati a ciò che verrà dopo, ma vivere pienamente il presente.
La libertà luminosa diventa quindi un togliere più che un aggiungere, un lasciare spazio più che un occupare.
Sedersi su un prato mentre un cane esplora il mondo, restare in silenzio accanto a un animale che riposa, osservarli con cura e attenzione ma senza intervenire.
Sono momenti semplici, ma contengono una forma di libertà molto concreta: non abbiamo nulla da dimostrare, nulla da ottenere, solo esserci con tutta la nostra presenza.
La spensieratezza, allora, non è un nostalgico ritorno all’infanzia ma il recupero di una qualità del vivere che, forse, non abbiamo mai perso davvero, ma che troppo spesso lasciamo in secondo piano. Gli animali ce la ricordano ogni giorno, attraverso il modo in cui abitano il tempo.
Giugno non ci chiede allora di cambiare vita ma ci invita a viverla con un po’ più di respiro, un po’ meno controllo. E’ proprio in quel momento, quasi senza accorgercene, che l’antica spensieratezza ritorna, come qualcosa che non abbiamo mai del tutto perso, ma solo dimenticato.
Ed è allora che ridere diventa facile come respirare.
Silvia Bagni







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