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Il respiro della Rinascita

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Aprile non si affaccia a noi lentamente con garbo ma spalanca di colpo le finestre, allarga la percezione, ci amplia la visuale. Dopo i mesi dell’attesa, dopo i mesi di chiusura e di buio, qualcosa si compie finalmente intorno a noi. La luce non è più quella che timidamente apriva il giorno invernale ma è quella che, sempre più, arriva in anticipo. Le giornate si distendono e l’aria cambia di consistenza, diventa come più viva, quasi elettrica, piena di energia e di vita che si sta riprendendo e anche la terra smette di trattenere, di proteggere e comincia a restituire i suoi tesori.


Ovunque si avverte un senso di crescita, di splendore, di rivoluzione. I prati s’infittiscono di ciuffi d’erba sempre più grassa, verde e umida, gli alberi si coprono di foglie giovani, di gemme colorate e piene di vita. I colori dei fiori, mammole, primule, tuberose, Star of Bethlehem si fanno vividi e richiamano il nostro sguardo, talvolta disattento. Non si tratta solo di una trasformazione visiva ma è proprio come se il mondo che ci circonda aumentasse di intensità e di velocità, tutto sembra procedere con maggiore decisione, come se la natura avesse trovato nuovamente il proprio slancio, quasi fosse un ruscello montano che procede in una ripida discesa senza fine verso il grande mare della vita.


Nel mondo animale questo è il mese dell’esplosione silenziosa ma costante delle nascite. Nelle tane e nei nidi compaiono i piccoli, i cuccioli. Nei campi si vedono corpi minuscoli che imparano incerti a reggersi sulle zampette ancora tremolanti. Le madri li vigilano, li guidano, li proteggono. I loro richiami si moltiplicano nel vento, versi diversi, che non vengono usati durante l’anno, suoni rumorosi che rafforzano il rapporto unico tra madre e figlio. Ovunque c’è del movimento che solo apparentemente è disordine ma che in realtà è crescita.


I nuovi nati non conoscono ancora la prudenza tipica dell’adulto. Avanzano, inciampano, cadono ma ci riprovano sempre. Ogni loro gesto è una scoperta concreta. Il terreno si esplora con il naso, con le zampe, con il corpo intero, non esiste la teoria, esiste solo l’esperienza. E’ un apprendimento diretto, fisico, immediato a volte anche molto duro.

La nascita dei piccoli porta con sé un messaggio: ogni inizio è colmo di vulnerabilità, un cucciolo dipende completamente dall’adulto, eppure dentro questa sua fragilità c’è una forza straordinaria. La spinta a crescere è più forte della paura, della perdita, dei lutti e questa stessa forza è presente anche in noi uomini, anche se spesso ce lo dimentichiamo.


Aprile invita a recuperare proprio quella fiducia originaria che non è ingenuità, ma la disponibilità a espandersi. Crescere significa occupare più spazio, assumersi nuovi compiti, aprirsi a possibilità inattese, è un passaggio che richiede coraggio, proprio come per i piccoli che si allontanano per la prima volta dalla tana o spiccano il volo dal nido.

In questo periodo il ritmo vitale s’intensifica anche per l’essere umano. Avvertiamo forte in noi la spinta ad agire, a uscire, a fare. Il corpo si sente più pronto all’azione, consuma più energie per essere meno appesantito, per tornare alla sua forma fisica. 


Il nostro respiro percepisce questo cambiamento. Non è più trattenuto come nei mesi freddi ma diventa più pieno, più regolare. I nostri polmoni sembrano aprirsi con maggiore ampiezza mentre inspiriamo l’aria ancora frizzantina della mattina portando energia e l’espirazione scioglie ciò che non serve più diventando, simbolicamente, una liberazione di tutto ciò che abbiamo custodito nell’inverno.


La terra stessa sembra respirare con maggiore vigore. L’erba cresce folta, i fiori si aprono, gli insetti li impollinano, è un intreccio continuo di scambi invisibili. L’ossigeno prodotto dalle piante alimenta uomini e animali. Tutto è collegato in un equilibrio che non necessita di essere spiegato ma semplicemente vissuto.


Aprile è il mese dell’istinto che si manifesta, senza alcuna paura. Gli animali non rimandano ciò che deve essere fatto, costruiscono i nidi, cercano il loro compagno, nutrono i piccoli. Ogni loro azione ha uno scopo chiaro e preciso, non c’è esitazione mentale o un ragionamento ma solo totale adesione al ciclo naturale della vita.

Questo atteggiamento può insegnare molto anche a noi, all’essere umano. Siamo abituati ad attendere le condizioni perfette prima di muoverci. Noi valutiamo, analizziamo, rimandiamo. L’animale invece agisce quando giunge il momento, non anticipa, non posticipa, vive l’attimo, risponde agli stimoli e in aprile questa risposta è evidente, concreta e si manifesta sotto gli occhi di tutti.


Le emozioni che questo mese suscita in noi sono profonde e dinamiche. C’è entusiasmo, perché la vitalità è visibile e diffusa, poi c’è tenerezza davanti alla fragilità dei piccoli a cui si aggiunge un senso di responsabilità, perché ogni nuova vita richiede cura così che, accanto alla gioia, si affaccia una consapevolezza più ampia che ci accompagnerà a lungo perché ciò che nasce va custodito attentamente.

Il rapporto tra uomo e animale in questo periodo può diventare più intenso del solito. Chi vive accanto a un animale domestico lo percepisce chiaramente. Il cane richiede più uscite, più gioco, più esplorazione. Il gatto si avvicina alle finestre, osserva il giardino, si attiva, esce nel terrazzo, si sdraia al caldo, crogiolandosi al sole. I ritmi cambiano e coinvolgono così tutta la nostra casa, non è più solo la natura selvatica a trasformarsi ma è anche quella che ci vive accanto.


C’è uno scambio continuo e silenzioso. L’essere umano offre all’animale protezione, cibo, sicurezza. L’animale gli restituisce presenza, energia, autenticità. La vitalità dell’animale, la sua forza e la sua voglia di vivere stimolano il movimento umano che, nello stesso tempo, sostiene quello animale creando così una circolarità semplice, ma potente, tra specie.


Aprile è quindi il mese dell’espansione condivisa. Nessuna specie cresce isolata, ogni sviluppo coinvolge l’ambiente circostante. L’uomo può scegliere di osservare questo processo a distanza oppure di immergersi in esso per sentirsene parte integrante e questo cambia profondamente la percezione del nostro reale posto nel mondo.

Rinascita non significa ritornare identici a se stessi, ma trasformarsi ed evolversi. I nuovi nati diventeranno adulti, i rami verdi e flessibili diventeranno robusti. Anche l’essere umano, se accetta il movimento di aprile, può rinnovare parti di sé che erano rimaste finora ferme e per farlo non serve una rivoluzione ma permettere alla vita di penetrare in noi in un tripudio di fiori colorati.


Il messaggio che questo mese porta è che la vita tende naturalmente all’espansione e alla rinascita, quando le condizioni lo permettono. Creare quelle condizioni, dentro e fuori di noi, è una responsabilità condivisa dell’umanità. Custodire, nutrire, accompagnare, come fanno gli animali con i propri piccoli è quello che possiamo fare noi con ciò che sta germogliando nella nostra vita.


Aprile avanza con passo sicuro verso maggio. Ci invita a muoverci, a partecipare, a lasciarci coinvolgere. Pur non essendo un’esplosione rumorosa è di intensità crescente e, se ci mettiamo in ascolto, possiamo percepire un battito più forte della vita nel paesaggio ma anche nel nostro cuore.


Rinascere è accettare questa intensità senza erigere difese inutili, è riconoscere che il movimento non è una minaccia ma una possibilità, è comprendere che noi non siamo degli esseri speciali separati dagli altri esseri viventi, ma siamo una parte infinitesimale del tutto, intrecciati in un unico grande ritmo.


Aprile ci offre la crescita, sta poi a noi decidere se restarne spettatori o entrare attivamente nel flusso della vita che si espande. Respirare insieme a ciò che nasce è il primo gesto per sentirsi parte di qualcosa di più ampio, più vivo, più vero.


Respiriamo la rinascita.

Silvia Bagni

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