Maria Luisa ci racconta



Gentile dott. Cattinelli,a distanza di un mese dalla morte del mio compagno di strada Meo, uno splendido micio bianco e cioccolato, trovo la forza di scriverle per ringraziarla del suo aiuto. Aiuto indiretto, ma prezioso e fondamentale.All'inizio del mese di ottobre mi sono ritrovata nella condizione di scegliere se porre fine alla vita del mio micio con l'eutanasia o se accompagnarlo personalmente in questo viaggio tenendolo a casa con me fino alla fine. Ero in clinica veterinaria con il mio mico in braccio ormai esausto dall'ultimo tentativo di aiutarlo con una flebo e la veterinaria che mi esponeva il quadro clinico ormai irrecuperabile e mi proponeva come unica possibilità la dolce morte.Può immaginare la disperazione di quel momento, ero spaventata dall'idea di perdere il mio amico così in fretta, senza essere assolutamente preparata a staccarmi da lui e dall'altra parte mi sentivo in colpa per la sua sofferenza e volevo che finisse quella tortura terrena. Ho telefonato a mio figlio per dirgli cosa stava succedendo, il micio in fondo era stato il suo regalo di compleanno di ormai 13 anni fa e mi sembrava giusto decidere insieme. Mio figlio è arrivato in clinica e mi ha subito detto che non era d'accordo con l'eutanasia e mi ha messo in mano il suo libro "Amici fino in fondo". Mi ha chiesto di leggerne qualche passo e di scegliere solo dopo cosa fare.Mi è bastato leggere qualche pagina per capire che stavo sbagliando, scegliere di porre fine così velocemente alla vita del mio gatto era legato alla mia ansia e alla paura di quella situazione. Non era una scelta consapevole. Il mio compagno Meo meritava ben altro, aveva il diritto di morire nella sua casa, coccolato dall'afffetto dei suoi amici umani e dai suoi due compagni felini. Ero riuscita fino a quel momento ad evitargli ricoveri e torture tenendolo a casa, perchè ora avrei dovuto tradirlo? La veterinaria è stata molto carina, ha condiviso la nostra scelta e ci ha spiegato a cosa saremmo andati incontro, dicendoci che Meo non sarebbe vissuto più di un paio di giorni.Siamo tornati a casa e per tre giorni ci siamo alternati nella cura del micio, nello stargli vicino, parlargli e accomiatarci da lui. Anche gli altri gatti sono stati con lui fino alla fine e sono stati dolci e amorevoli come non mai. La terza notte Meo si addormentato per sempre, senza alcun segno di sofferenza. E' morto nella sua cuccia, con la sua copertina, vicino a noi fino all'ultimo. Ho finito di leggere tutto il suo libro e ho messo in atto i suoi consigli sia durante gli ultimi giorni di vita di Meo, sia dopo con gli altri due mici. Ci è servito tutto ed ogni consiglio è stato ed è tutt'ora prezioso. Grazie per il suo aiuto. Sarebbe bello ci fossero più veterinari come lei. Un caro saluto e buon lavoro, continui così, con amore e con consapevolezza.

Maria Luisa

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