Silenziosa Trasformazione
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Settembre è un mese sospeso.
Non ha più l’esplosione dell’estate ma nemmeno la calma dell’autunno. Arriva con una discrezione tutta sua.
Si avvicina in punta di piedi e, quasi senza che ce ne accorgiamo, una mattina cambia qualcosa nell'aria.
Ci addormentiamo ancora in piena estate e ci risvegliamo con un profumo di nebbia sulla pelle.
Le mattine diventano più fresche, la sera arriva sempre prima e la natura comincia lentamente a prepararsi alla stagione che cambierà.
Chi vive con un animale lo sa. È il periodo della muta, quello in cui il pavimento di casa sembra riempirsi di pelo ogni giorno.
La spazzola diventa il prolungamento della mia mano. Non serve soltanto a togliere il pelo che cade. È un altro modo di accarezzarlo, di seguire il suo respiro, di dirgli, senza parole, che va bene così.
Mentre scorre lenta sul suo mantello, l'unica cosa che sento è una gratitudine immensa per poter essere qui, ad accompagnarlo anche in questa stagione.
Continuo a farlo ogni giorno senza fretta, su quel pelo sempre più rado, sempre più bianco. Lo faccio con cura, con amore, cercando di mettere in armonia la mia emozione con il suo respiro.
Il vento d’autunno porterà via quel pelo, come porta via le prime foglie. Lui chiude gli occhi, sereno ed io resto lì a imparare, ancora una volta, che la natura non ha paura di cambiare.
Per il cane o per il gatto, non sta accadendo nulla di straordinario. Il corpo sta semplicemente facendo ciò che la natura insegna da sempre: lasciare il mantello che non servirà più per fare spazio a quello che lo accompagnerà nei mesi successivi. Non c'è alcuna lotta contro questo cambiamento. Non c'è la sensazione di aver perso qualcosa. C'è soltanto la vita che continua il proprio cammino.
Può darsi che sia proprio questo che la natura cerchi di mostrarci ogni anno e che noi, troppo spesso, fatichiamo a riconoscere. Siamo abituati a pensare che ogni volta che qualcosa si stacca da noi, stiamo perdendo una parte della nostra vita.
Una relazione che cambia, un progetto che prende una strada diversa, un'abitudine che ci accompagna da anni e improvvisamente non ci appartiene più. Quasi sempre il primo pensiero è lo stesso: qualcosa è andato storto.
La natura, invece, ci racconta un'altra storia.
Il pelo che cade non è un problema da risolvere. Le prime foglie che iniziano a ingiallire non sono il segno che l'albero sta morendo. Sono la prova che la vita continua a trasformarsi senza opporre resistenza al tempo.
Anche nella relazione con gli animali possiamo ritrovare questo sguardo. Vivendo accanto a loro impariamo che esistono cambiamenti che non chiedono di essere fermati, ma semplicemente attraversati. Non tutto ciò che ci lasciamo alle spalle appartiene al linguaggio della perdita, talvolta è soltanto il modo con cui la vita ci prepara a ciò che verrà.
È un pensiero che ci consola, senza fare promesse. Non ci dice che dopo arriverà necessariamente qualcosa di migliore ma ci ricorda, piuttosto, che ogni stagione possiede un senso specifico proprio mentre la stiamo vivendo e che ciò che cambia non deve sempre essere corretto.
Settembre ci invita ad osservare con occhi nuovi quei piccoli segnali che normalmente ci infastidiscono: il pelo sul pavimento, la luce che muta, le prime foglie che il vento accompagna a terra, che non sono difetti del tempo, sono il tempo.
Così anche noi possiamo concederci la stessa fiducia che la natura sembra avere da sempre. Accettare che esistano periodi in cui qualcosa si allontana da noi senza che questo significhi aver sbagliato strada, permettere ad alcune parti della nostra vita di concludere il loro cammino senza trattenerle per paura del vuoto.
Gli animali non vivono la muta come una perdita. Gli alberi non si aggrappano alle foglie quando arriva il momento di lasciarle andare, quando cadono lente, rigirandosi nell’aria prima di posarsi sul terreno, ma semplicemente si preparano. Cosi ogni ciuffo di pelo che si stacca mi ricorda che la vita non trattiene mai ciò che ha finito il suo tempo.
Domani ci sarà ancora del pelo da raccogliere. Ed io prenderò ancora una volta quella spazzola, la farò scorrere piano sul suo mantello e, nel silenzio di quel gesto, ci ritroveremo semplicemente insieme.
Silvia Bagni








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