La potenza del rimanere immobili
- Silvia Bagni

- 5 giorni fa
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Aggiornamento: 5 giorni fa
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Febbraio non si presenta con grandi promesse, è il mese più corto dell’anno, il più freddo, quello in cui, nell’antica cultura contadina, si resiste strenuamente con i pochi viveri rimasti aspettando l’arrivo delle prime giornate tiepide, quando inizieranno a spuntare nuovi germogli.
Febbraio non ha l’energia dell’inizio dell’anno, né l’entusiasmo delle partenze, è un mese che non è anticipato né da attese né da speranze per il futuro.
E’ un mese di resistenza, che nasce però già prostrato e troncato, che ci chiede di restare dove siamo senza aggiungere altro, non ha le forze sufficienti per reagire. Dopo il chiasso del nuovo inizio, febbraio abbassa svelto il volume e ci invita ad ascoltare ciò che di solito passa inosservato, non perché sia meno importante, ma perché si muove in profondità.
In febbraio, infatti, se solo ci fermassimo ad accoglierlo, urla un tipo di silenzio che non è il vuoto ma uno spazio vivo, denso, in cui qualcosa sta accadendo, anche se noi non lo vediamo.
Siamo abituati a pensare che valga solo ciò che appare, ciò che produce risultati immediati. Febbraio ribalta questa logica e ci ricorda che ogni processo autentico ha bisogno di tempi lenti, di pause lunghe, di momenti in cui stare nascosti, in cui non si chiede nulla se non credere in un cambiamento che, inesorabile, arriverà.
I semi, sepolti al caldo sotto terra, non sono fermi, ma stanno già preparandosi a trovare la direzione più opportuna per arrivare in superficie. La vita continua a muoversi nascostamente, sotto traccia, seguendo dei tempi universali che non hanno bisogno di essere accelerati né compresi.
Gli animali questo lo sanno fare senza alcun problema. Non anticipano, non forzano, non giudicano il fermarsi come una perdita ma semplicemente rispettano il ciclo della natura, si mettono in pausa e, senza timore di fallire né alcuna agitazione, aspettano che qualcosa muti. I loro corpi sanno quando è il momento di stare fermi, di conservare energia, di rimanere a osservare il rincorrersi delle fredde albe, senza nessuna fretta di arrivare, senza avere nulla da dimostrare.
Febbraio rappresenta uno spazio di cura, è un mese che protegge invece di esporre, che conserva invece di consumare. Nella nostra vita i legami si assestano, i pensieri si riordinano, le emozioni trovano una forma più stabile e anche quando sembra che tutto sia immobile, qualcosa si sta preparando con una precisione silenziosa, con una forza smisurata, la Natura sta tornando a generare i suoi frutti.
Nel rapporto con gli animali, questo mese ci offre una possibilità preziosa. Riuscire a stare insieme senza uno scopo preciso, osservarli senza intervenire direttamente, condividere il momento di vuoto senza doverlo riempire con attività o gesti eclatanti. È lì che il legame si consolida, quando smettiamo di controllare e iniziamo ad ascoltare, quando lasciamo spazio ai pensieri condivisi invece di chiedere risposte.
Febbraio non è perciò un mese di risultati ma un mese che costruisce le fondamenta. Non ci chiede un’azione, non ci chiede più di essere i numeri uno ma una maggiore attenzione a ciò che ci circonda. Ci chiede rispetto per ciò che sta maturando dentro i mucchi di foglie morte, dentro ai tronchi cavi degli alberi in cui svernano ghiri e scoiattoli. È il tempo in cui impariamo che, anche ciò che non si vede, sta portando avanti il compito che gli è stato assegnato da secoli, con pazienza, coerenza, costanza e con una forza invisibile ma potente.
Quando arriverà poi il momento di mettersi di nuovo in cammino, ciò che febbraio ha custodito gelosamente e senza farsi troppo notare, sarà pronto a sbocciare, perché nulla va perduto durante il lungo inverno, tutto ciò che amiamo viene lasciato crescere in modo naturale.
Febbraio è il mese in cui possiamo fare ardere in noi la scintilla della pazienza, della resistenza al freddo, al buio, della lontananza dal calore di un abbraccio. Febbraio è resilienza pura.
Buona attesa.
Silvia












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