Il valore del primo passo
- Silvia Bagni

- 13 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 6 giorni fa
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Gennaio è il primo. Non perché debba dimostrare di essere il migliore, ma perché è il primo mese ad arrivare, apre l’anno proprio come si apre una porta nel bel mezzo dell’inverno, piano piano, lasciando entrare aria nuova anche se fuori fa molto freddo.
Gennaio non corre, non spinge: semplicemente comincia quando si cambia il calendario, ormai logoro, appeso in cucina, ignaro dei chiassosi festeggiamenti che per tante ore lo hanno preceduto, lo hanno urlato: meno cinque, quattro, tre, due, uno, zero… e via, siamo già in gennaio, siamo entrati nel nuovo anno.
Nel mondo animale, l’inizio di una vita non ha nulla a che fare con la perfezione. Può essere il primo passo incerto fuori dalla tana di una volpe, il primo volo un po’ storto di un cuculo, il primo tuffo di un pinguino giù dalla scogliera, fatto con esitazione e paura, ma spinto da un istinto irrefrenabile. È l’istante in cui ci si prova a muovere da ciò che ci trattiene, senza sapere ancora come andrà a finire, senza sapere nemmeno perché lo si fa. Ed è sempre da lì, da quel primo passo esitante in avanti, da quel movimento spesso scoordinato, che si dona respiro alla vita. Gennaio ha questa stessa natura: non ci chiede la perfezione, ma ci chiede la presenza.
Il numero uno è anche quello delle prime volte, quelle che ci ricorderemo per sempre: il primo bacio, il primo giorno di scuola, la prima vacanza con gli amici, il primo figlio, il primo cane.
Inevitabilmente poi, ci scordiamo della seconda volta, della terza e così via, semplicemente le viviamo, senza renderci conto che sono pezzi fondamentali della nostra esistenza e, in seguito, ci ricorderemo dell’ultima occasione in cui abbiamo fatto qualcosa con qualcuno, in cui abbiamo accarezzato il nostro animale, in cui abbiamo baciato una persona cara. Tutto il resto, ciò che ci sta in mezzo, che è poi la nostra vera vita, non la celebriamo pienamente e talvolta la passiamo ad aspettare l’arrivo di qualcosa di nuovo, di qualcosa che possa ancora chiamarsi “la prima volta”.
Il primo mese può essere quindi il momento in cui si prova a rallentare invece di correre, scoprendo che il mondo non scappa via ma che, anzi, diventa ancora più interessante se impariamo a godercelo davvero. Può essere la prima idea di un progetto futuro, di un cambiamento di città, di una vita diversa. Un’idea magari imperfetta, ma finalmente vera: un pensiero che rispecchia chi siamo davvero e ciò che sogniamo da tanto tempo di essere, ma che forse non abbiamo mai avuto il coraggio di confidare a nessuno, se non a noi stessi.Può essere il primo giorno in cui si prova davvero ad ascoltarsi, senza autocorreggersi subito, senza rimproverarsi per i propri errori, oppure la prima scelta di vita fatta solo ed esclusivamente per sé stessi, maturata dopo tanti giorni di ripensamenti.
Gennaio porta con sé una possibilità speciale: quella di fare buoni propositi di crescita personale, non promesse irrealistiche, ma intenzioni sincere, per noi e per chi cammina al nostro fianco ogni giorno, come i nostri animali di casa. Possiamo scegliere di credere di più in noi, di prenderci tempo, e possiamo fare lo stesso con loro: più passeggiate senza fretta, più gioco condiviso, più attenzione vera, meno controllo e più fiducia, crescere insieme è ciò che possiamo augurarci all’inizio di un nuovo anno.
Nella vita, essere il numero uno come il mese di gennaio, non significa soltanto arrivare primi, significa avere il coraggio di ricominciare, di cambiare strada, di scegliere il sentiero più nascosto e intricato nel bosco invece di percorrere quello già battuto da chi ci ha preceduto.
Viviamo in una società che ci spinge a raggiungere la vetta: ci vuole più bravi, più veloci, più performanti degli altri. Anche nel nostro rapporto con tutti gli animali della Terra, noi esseri umani tendiamo a porci al di sopra, imponendo tempi, regole e aspettative, dimenticando che non siamo i padroni del loro mondo, ma ospiti del loro linguaggio nascosto.
Rispettarli significa ascoltare i loro segnali spesso ignorati, riconoscere i loro bisogni, permettere loro di esprimersi secondo natura, perché solo così possono sbocciare davvero e solo così possiamo diventare più completi anche noi.
Gennaio non ci chiede di essere uomini o donne straordinari, ma di scegliere una direzione e di percorrerla finché ci diventa familiare, finché diventa davvero la nostra e di viverla pienamente, godendocela fino in fondo.
Auguro a tutti voi che il numero uno sia il vostro punto di partenza non di arrivo, non per sentirvi sopra agli altri, ma sentirvi accanto a loro. Vi auguro un mese lento quando serve, imperfetto quanto basta, ma autentico e capace di nutrire l’anima, la felicità e il legame con tutti gli altri esseri viventi.
Buon inizio
Silvia












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